Brexit e prodotti biologici: lo stato dell’arte. Cosa occorre sapere per importare dal Regno Unito o esportare verso il Regno Unito.

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Brexit e prodotti biologici lo stato dell'arte

di Valerio Steccanella

Brexit e prodotti biologici: lo stato dell’arte. Cosa occorre sapere per importare dal Regno Unito o esportare verso il Regno Unito.

Dal 1° gennaio 2021, è divenuta effettiva la cosiddetta Brexit, ossia la reale separazione politica ed economica tra Unione Europea (nel seguito UE) e Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (di seguito GB). Vediamo quali sono le nuove procedure di interesse per gli operatori biologici italiani, in base all’accordo raggiunto a fine 2020 tra Unione Europea e Regno Unito.

Irlanda del Nord

In primo luogo, l’Irlanda del Nord, pur appartenendo politicamente al Regno Unito, continuerà ad applicare la normativa europea. L’accordo in tal senso consente di scongiurare la creazione di un confine “rigido” tra Irlanda del Nord (appartenente al regno Unito) e Repubblica d’Irlanda (stato indipendente aderente all’UE), che entrambe le parti volevano evitare. Quindi per un operatore italiano che acquisti o venda prodotti biologici da o verso l’Irlanda del Nord, per il momento non cambierà nulla. Sarà sufficiente fornire il proprio documento giustificativo/certificato di conformità, ed esigere lo stesso dalla controparte, e identificare correttamente le referenze biologiche nella documentazione accompagnatoria.

Esportare prodotti biologici verso la Gran Bretagna dall’1/1/2021 al 30/6/2021

Dall’1/1/2021 al 30/6/2021, gli operatori biologici dell’UE, Norvegia, Islanda, Svizzera e Lichtenstein, potranno continuare sostanzialmente con le modalità adottate fino al 31/12/2020, cioè fornendo il proprio documento giustificativo/certificato di conformità, ed esigendo lo stesso dalla controparte, e identificando correttamente le referenze biologiche nella documentazione accompagnatoria.

Esportare prodotti biologici verso la Gran Bretagna dall’1/7/2021

Dal 1° luglio, anche per gli operatori di UE, Norvegia, Islanda, Svizzera e Lichtenstein, occorrerà accompagnare le spedizioni biologiche con un Certificate of Inspection – COI (che chiameremo GB-COI per distinguerlo dal documento necessario per l’importazione in UE, che chiameremo UE-COI).

Occorre preventivamente accertarsi che l’importatore e, se diverso, il primo destinatario – cioè le imprese che acquistano la merce, la ricevono fisicamente dopo lo sdoganamento e la immettono sul mercato in GB, siano operatori certificati da un Organismo di controllo autorizzato in GB.

Il GB-COI è un documento cartaceo, che deve essere emesso, firmato e timbrato dall’Organismo di controllo dell’esportatore.

Quindi un operatore italiano dovrà richiedere al proprio Organismo di controllo l’emissione del GB-COI. Il documento dovrà essere inviato all’autorità competente per lo sdoganamento e la verifica della merce in GB, preavvisando telefonicamente o via mail dell’arrivo della merce biologica, con un anticipo di almeno 24 ore. Potrà essere anticipata via mail una copia del GB-COI, ma entro 10 giorni lavorativi l’autorità competente dovrà ricevere l’originale.

In assenza del GB-COI valido, la partita non potrà essere ammessa come biologica in GB.

Importare prodotti biologici dalla Gran Bretagna per operatori già abilitati all’importazione

Dal 1° gennaio, un importatore italiano che voglia importare prodotti biologici dalla GB dovrà adottare la medesima procedura in vigore per gli altri paesi terzi rispetto all’UE, cioè:

  • presentare notifica di variazione inserendo la GB tra i paesi da cui si intende importare (e successivamente un PAI, Programma Annuale Importazioni aggiornato entro 30 giorni);
  • concordare con il fornitore le modalità di trasporto della merce che dovranno essere indicate sui documenti accompagnatori (mezzo di trasporto, dati del container, sigilli, punto di sdoganamento in UE, ecc.);
  • l’Organismo di controllo del fornitore in GB dovrà emettere un UE-COI utilizzando l’applicativo TRACES in uso per  le importazioni in UE;
  • l’importatore italiano dovrà inserire nell’applicativo nazionale SIAN la comunicazione di importazione con 3 giorni di preavviso sull’arrivo della merce in dogana;
  • la dogana dell’UE dovrà completare la parte di propria competenza del UE-COI;
  • il primo destinatario della merce in UE dovrà completare la parte di propria competenza del UE-COI;
  • l’importatore italiano dovrà conservare il certificato UE-COI completo per almeno 3 anni. Si sottolinea che attualmente la gestione del UE-COI in TRACES è completamente informatica, visto che le deroghe emergenziali pubblicate in seguito alla pandemia COVID-19, consentono di evitare la creazione e archiviazione di un documento cartaceo con timbri e firme in originale.

Si evidenzia che il codice di riconoscimento che gli Organismi di controllo della GB devono utilizzare per le esportazioni verso l’UE è nella forma GB-BIO-XXX, mentre il codice che lo stesso organismo utilizzava per il mercato interno è nella forma GB-ORG-XXX. Quindi l’etichetta di un prodotto confezionato in GB e destinato al mercato UE dovrà riportare il codice GB-BIO-XXX. Se verrà utilizzato lo stesso imballo/etichetta anche per il mercato della GB, potranno comparire entrambi i codici.

Gli Organismi di controllo della GB attualmente riconosciuti dall’UE per l’emissione dei documenti UE-COI in TRACES con Reg. 2020/2196 sono i seguenti:

  • Biodynamic Association Certification (GB-BIO-185);
  • Organic Farmers & Growers C.I.C (GB-BIO-189);
  • Organic Farmers & Growers (Scotland) Ltd (GB-BIO-190);
  • Organic Food Federation (GB-BIO-192);
  • Quality Welsh Food Certification Ltd (GB-BIO-193);
  • Soil Association Certification Limited (GB-BIO-142).

In ogni caso è esclusa l’importazione dalla GB di prodotti “in conversione”.

Occorre inoltre verificare attentamente le eventuali altre esclusioni riportate nel Reg. 2020/2196, dato che alcuni organismi di controllo sono autorizzati a certificare solo alcune categorie di prodotti.

Importare prodotti biologici dalla Gran Bretagna per operatori non abilitati all’importazione

In seguito alle richieste delle parti interessate, il Ministero Politiche Agricole ha pubblicato una nota che consente una procedura di emergenza per gli operatori biologici italiani, che non abbiano notificato in precedenza l’attività di importazione, ma si trovino nella necessità di importare urgentemente prodotti biologici dalla GB.

La procedura di emergenza serve ad abbreviare i tempi altrimenti necessari per la visita ispettiva e l’emissione del documento giustificativo aggiornato da parte dell’organismo di controllo, che in questo periodo sarebbero ulteriormente dilatati dalle limitazioni imposte a causa della pandemia da COVID-19.

In questo caso, la procedura da seguire sarà:

  1. l’operatore dovrà presentare la notifica di variazione con inserimento dell’attività di importazione dalla GB;
  2. l’organismo di controllo, se impossibilitato ad eseguire la visita ispettiva e l’aggiornamento del documento giustificativo in tempi brevi, potrà comunicare al Ministero i dati del proprio operatore;
  3. iIl Ministero Politiche Agricole inserirà l’operatore in un apposito “elenco temporaneo importatori biologici per il Regno Unito”, consentendogli l’utilizzo degli applicativi TRACES e SIAN necessari per la gestione delle importazioni.

Questa procedura è applicabile esclusivamente alle importazioni di prodotti biologici dal Regno Unito fino al 31/7/2021.

Documenti di riferimento

Si riporta l’elenco dei documenti consultabili per reperire le principali informazioni:

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Come di consueto, Bioqualità SG srl resta al fianco degli operatori biologici italiani per accompagnarli con la propria competenza ed esperienza anche in questa delicata fase di transizione.

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